martedì 21 dicembre 2010
lunedì 20 dicembre 2010
Sguardi su Link Mono/4 - Di palinsesti più ricchi e programmi divenuti evento
Ed eccoci arrivati all'ultima tappa della nostra rassegna pre-natalizia attraverso Link Mono. Last, but not least, oggi tocca alla seconda sezione, che si intitola Il tubo dell'abbondanza, facendo il verso a una nota storia della tv americana (quella, monumentale, di Eric Barnouw). Ma se quel libro si ferma ai primi anni Novanta, Link va molto oltre. E si rende conto che il grosso della novità televisiva degli anni Zero non sta nei singoli contenuti, quanto nei molteplici significati che ciascuno di essi assume nel nuovo contesto di produzione e consumo.
Un contesto che ormai è abbondante, esagerato, persino caotico, e talvolta indigesto. La soluzione è dotarsi (o dotare gli spettatori) di strumenti utili per navigare questa complessità. Accorgendosi che la tv può diventare evento, capace di fermare per un attimo il flusso dei vari palinsesti e di catturare l'attenzione di pubblici vasti e comunità intere. Che il genere non deve essere una scusa, semmai lo stimolo a investire di più in creatività. Che si può amare la televisione in tanti modi diversi, alcuni anche ancora visti con disprezzo, e il ditino alzato. Che la produzione "dal basso" e gli user generated content acquistano più valore dentro belle confezioni. E tanto altro ancora.
Il pezzo che vi regaliamo oggi è quello di John Ellis - lo trovate qui. Lo studioso di media inglese, docente alla Royal Holloway di Londra, ha scritto, appositamente per noi, un ideale seguito del suo libro Seeing Things, dove suddivideva la storia televisiva in tre epoche: la scarsità, la disponibilità, l'abbondanza. E si concentra sull'ultima fase. Notando come le cose siano sì cambiate, ma in misura minore rispetto alle attese. E sottolineando il perdurante ruolo del broadcaster generalista, l'unico in grado di creare eventi, anche in tempi di multipiattaforma e di mercati globali.
Buona lettura!
Un contesto che ormai è abbondante, esagerato, persino caotico, e talvolta indigesto. La soluzione è dotarsi (o dotare gli spettatori) di strumenti utili per navigare questa complessità. Accorgendosi che la tv può diventare evento, capace di fermare per un attimo il flusso dei vari palinsesti e di catturare l'attenzione di pubblici vasti e comunità intere. Che il genere non deve essere una scusa, semmai lo stimolo a investire di più in creatività. Che si può amare la televisione in tanti modi diversi, alcuni anche ancora visti con disprezzo, e il ditino alzato. Che la produzione "dal basso" e gli user generated content acquistano più valore dentro belle confezioni. E tanto altro ancora.
Il pezzo che vi regaliamo oggi è quello di John Ellis - lo trovate qui. Lo studioso di media inglese, docente alla Royal Holloway di Londra, ha scritto, appositamente per noi, un ideale seguito del suo libro Seeing Things, dove suddivideva la storia televisiva in tre epoche: la scarsità, la disponibilità, l'abbondanza. E si concentra sull'ultima fase. Notando come le cose siano sì cambiate, ma in misura minore rispetto alle attese. E sottolineando il perdurante ruolo del broadcaster generalista, l'unico in grado di creare eventi, anche in tempi di multipiattaforma e di mercati globali.
Buona lettura!
venerdì 17 dicembre 2010
Sguardi su Link Mono/3 - Di esplosioni nuove di cose vecchie
Mentre Link Mono sbarca in tv - stasera, alle 21.45, la puntata settimanale di Il grande talk (su Tv2000, canale 28 del digitale terrestre e sul satellite) sarà interamente dedicata a Ripartire da Zero, ospite il nostro direttore Fabio Guarnaccia -, continuiamo a raccontarvi le sue sezioni.
E arriviamo alla quarta parte, Le metastasi del prima. Visto che si sente dire spesso che in televisione non c'è mai niente di nuovo, che i programmi si ripetono identici anno dopo anno e che l'innovazione è scomparsa quasi del tutto, abbiamo cercato di verificare se è vero. Accorgendoci che, sì, gran parte dei palinsesti attinge a generi e testi "classici". Ma anche che molte cose sono cambiate, per piccoli spostamenti e parziali ibridazioni che, accumulandosi, hanno generato valanghe. L'informazione è scivolata verso la soft news, con breaking che non hanno più nulla di urgente. I sentimenti e il privato sono finiti dentro reality sempre più rivolti alla costruzione della propria identità (che sia reale o fittizia, poco importa). I cartoni sono diventati letteratura. I corpi in tv sono sempre più manipolati e manipolabili.
Tra le varie cose, le serie televisive, anche quelle "di nicchia", si sono avvicinate sempre di più alla soap opera, come racconta Nico Morabito nel suo articolo - che, da oggi, potete leggere e scaricare qui. Se persino Mad Men ricorre agli stilemi di Beautiful, se Desperate Housewives ripete le stesse storie a distanza di un paio d'anni, se persino il procedural duro e puro diventa The Good Wife, c'è forse da chiedersi se non siamo diventati - tutti! - delle casalinghe. E per quanto durerà.
Quindi, due compiti per il weekend: 1. guardarci in tv, 2. leggere (se non l'avete già fatto) l'articolo!
E arriviamo alla quarta parte, Le metastasi del prima. Visto che si sente dire spesso che in televisione non c'è mai niente di nuovo, che i programmi si ripetono identici anno dopo anno e che l'innovazione è scomparsa quasi del tutto, abbiamo cercato di verificare se è vero. Accorgendoci che, sì, gran parte dei palinsesti attinge a generi e testi "classici". Ma anche che molte cose sono cambiate, per piccoli spostamenti e parziali ibridazioni che, accumulandosi, hanno generato valanghe. L'informazione è scivolata verso la soft news, con breaking che non hanno più nulla di urgente. I sentimenti e il privato sono finiti dentro reality sempre più rivolti alla costruzione della propria identità (che sia reale o fittizia, poco importa). I cartoni sono diventati letteratura. I corpi in tv sono sempre più manipolati e manipolabili.
Tra le varie cose, le serie televisive, anche quelle "di nicchia", si sono avvicinate sempre di più alla soap opera, come racconta Nico Morabito nel suo articolo - che, da oggi, potete leggere e scaricare qui. Se persino Mad Men ricorre agli stilemi di Beautiful, se Desperate Housewives ripete le stesse storie a distanza di un paio d'anni, se persino il procedural duro e puro diventa The Good Wife, c'è forse da chiedersi se non siamo diventati - tutti! - delle casalinghe. E per quanto durerà.
Quindi, due compiti per il weekend: 1. guardarci in tv, 2. leggere (se non l'avete già fatto) l'articolo!
mercoledì 15 dicembre 2010
Sguardi su Link Mono/2 - Di robetta indipendente diventata centrale
Continuiamo la nostra esplorazione sull'ultimo numero monografico di Link. Dedicato a cosa è successo in questi anni Zero, anche e soprattutto per cercare di capire dove andremo a parare nei prossimi tempi...
Le prime pagine del volume, in quella sezione che risponde al nome di Indie, nuovo mainstream, cercano di mappare le numerosissime risorgenze di fenomeni emersi già in anni precedenti, mai però in una posizione così centrale all'interno della cultura, dei media e della società. Come se i decenni precedenti fossero stati nient'altro che delle prove generali, nei retroscena e nelle retrovie, e soltanto ora una gran varietà di elementi potessero affrontare il grande palcoscenico generalista. La cultura underground, il camp, le minoranze etniche, le diversità di vario genere, la videoarte, l'umorismo occupano molti più spazi, diventano virali, si impongono a livello globale. Forse, è questo il cambio di paradigma...
Il pezzo che oggi vi regaliamo, e che potete leggere o scaricare qui, è quello di Francesco Pacifico. Lo scrittore prova a raccontare l'emergere della rassegnazione e la confusione nella massa del tutto uguale, in un mondo in cui l'ironia emerge e regna sovrana, il distacco diventa disinteresse, il mainstream si rovescia nell'awkward, l'imbarazzante fine a se stesso. C'è ancora spazio per una lettura differente della realtà?
Leggete, leggete, e fateci sapere!
Le prime pagine del volume, in quella sezione che risponde al nome di Indie, nuovo mainstream, cercano di mappare le numerosissime risorgenze di fenomeni emersi già in anni precedenti, mai però in una posizione così centrale all'interno della cultura, dei media e della società. Come se i decenni precedenti fossero stati nient'altro che delle prove generali, nei retroscena e nelle retrovie, e soltanto ora una gran varietà di elementi potessero affrontare il grande palcoscenico generalista. La cultura underground, il camp, le minoranze etniche, le diversità di vario genere, la videoarte, l'umorismo occupano molti più spazi, diventano virali, si impongono a livello globale. Forse, è questo il cambio di paradigma...
Il pezzo che oggi vi regaliamo, e che potete leggere o scaricare qui, è quello di Francesco Pacifico. Lo scrittore prova a raccontare l'emergere della rassegnazione e la confusione nella massa del tutto uguale, in un mondo in cui l'ironia emerge e regna sovrana, il distacco diventa disinteresse, il mainstream si rovescia nell'awkward, l'imbarazzante fine a se stesso. C'è ancora spazio per una lettura differente della realtà?
Leggete, leggete, e fateci sapere!
lunedì 13 dicembre 2010
Sguardi su Link Mono/1 - Di piedistalli e cadute rovinose
Già vi abbiamo raccontato del nuovo Link Mono. E già vi abbiamo dato un'anteprima dei suoi colori, della sua ricchezza di titoli e di immagini. Adesso è giunto il momento di provare a vedere che c'è dentro. E così, per qualche giorno, vi raccontiamo le varie sezioni in cui è suddiviso il volume. Con qualche regalino.
Partiamo - random! - dalla terza, che si intitola La caduta degli dei. E racconta cos'è successo negli anni Zero, e cosa succederà in futuro, in quel mare magnum di frenetica innovazione e continue rivoluzioni annunciate che sono il business, l'industria, il marketing, le tecnologie, le applicazioni. Per sottolineare come sia importante non farsi abbagliare dai lustrini delle novità, ma tenere presente lo scenario nel suo complesso e capire come sia fondamentale mettere a sistema i vari pezzi del puzzle. Anche solo per non perdersi.
Emilio Pucci spiega le conseguenze della digitalizzazione sui mercati e sui consumi, in vista di un "mare aperto" che nei prossimi anni si sommerà ai "giardini protetti" (e facilitati). Antonio Dini si chiede che senso abbia pensare la fantascienza in un periodo in cui le innovazioni sono costantemente dietro l'angolo - e aggiunge in coda alla sezione una classifica delle tecnologie del decennio, note o (colpevolmente) ignote. Massimo Temporelli ragiona sull'innovazione e su come gli anni Zero abbiano più che altro messo a frutto brevetti e invenzioni precedenti, lungo una dinamica classica. Carlo Momigliano affronta il tema del mercato pubblicitario, cercando risposte per la debolezza del sistema nei caratteri peculiari degli investitori italiani. Davide Turi e Matteo Bittanti tirano le fila di un discorso lungo dieci anni, per quanto riguarda i rapporti tra tv e web (il primo) e il mondo dei videogiochi (il secondo). Giusto per accennare qualcosa...
Ma non basta. E così, visto che siamo buoni, vi regaliamo due articoli completi.
Il primo, di Michele Boroni, si intitola provocatoriamente Kotler è morto (il vecchio guru, dice lo stesso Boroni sul suo blog, è vivo e sta bene). Che cosa rimane del vecchio marketing in tempi di segmentazione dei target, socialità online, virali, prosumer e così via? Forse nulla. E così, sulle orme del Cluetrain Manifesto, meglio fermarsi a riflettere un po' sulla direzione da prendere.
Il secondo, di Maurizio Ferraris, si chiama Facciamo finta e mette in scena la lotta ontologica tra due strane entità, tv e pc. Mostrando come la prima ormai quasi non esista più, e come invece dietro al nostro schermo piatto e ai nostri decoder si nascondano i germi del secondo. E che germi: mobilità, versatilità, individualità, differibilità, archivialità, scrivibilità.
Che altro dire? Buona lettura!
Partiamo - random! - dalla terza, che si intitola La caduta degli dei. E racconta cos'è successo negli anni Zero, e cosa succederà in futuro, in quel mare magnum di frenetica innovazione e continue rivoluzioni annunciate che sono il business, l'industria, il marketing, le tecnologie, le applicazioni. Per sottolineare come sia importante non farsi abbagliare dai lustrini delle novità, ma tenere presente lo scenario nel suo complesso e capire come sia fondamentale mettere a sistema i vari pezzi del puzzle. Anche solo per non perdersi.
Emilio Pucci spiega le conseguenze della digitalizzazione sui mercati e sui consumi, in vista di un "mare aperto" che nei prossimi anni si sommerà ai "giardini protetti" (e facilitati). Antonio Dini si chiede che senso abbia pensare la fantascienza in un periodo in cui le innovazioni sono costantemente dietro l'angolo - e aggiunge in coda alla sezione una classifica delle tecnologie del decennio, note o (colpevolmente) ignote. Massimo Temporelli ragiona sull'innovazione e su come gli anni Zero abbiano più che altro messo a frutto brevetti e invenzioni precedenti, lungo una dinamica classica. Carlo Momigliano affronta il tema del mercato pubblicitario, cercando risposte per la debolezza del sistema nei caratteri peculiari degli investitori italiani. Davide Turi e Matteo Bittanti tirano le fila di un discorso lungo dieci anni, per quanto riguarda i rapporti tra tv e web (il primo) e il mondo dei videogiochi (il secondo). Giusto per accennare qualcosa...
Ma non basta. E così, visto che siamo buoni, vi regaliamo due articoli completi.
Il primo, di Michele Boroni, si intitola provocatoriamente Kotler è morto (il vecchio guru, dice lo stesso Boroni sul suo blog, è vivo e sta bene). Che cosa rimane del vecchio marketing in tempi di segmentazione dei target, socialità online, virali, prosumer e così via? Forse nulla. E così, sulle orme del Cluetrain Manifesto, meglio fermarsi a riflettere un po' sulla direzione da prendere.
Il secondo, di Maurizio Ferraris, si chiama Facciamo finta e mette in scena la lotta ontologica tra due strane entità, tv e pc. Mostrando come la prima ormai quasi non esista più, e come invece dietro al nostro schermo piatto e ai nostri decoder si nascondano i germi del secondo. E che germi: mobilità, versatilità, individualità, differibilità, archivialità, scrivibilità.
Che altro dire? Buona lettura!
giovedì 9 dicembre 2010
Una mela al giorno...
No, non parliamo di Beatles (in questi giorni lo fanno tutti).
Né di Apple (in questi anni lo fanno tutti).
Ma di un altro tipo ancora di mela, quella di Pomo.
Prendendo in mano i numeri di Link, o i volumi di Link Ricerca, forse qualcuno di voi si sarà chiesto chi sono i pazzi furiosi che stanno dietro le nostre soluzioni grafiche: colori scintillanti, illustratori italiani, cartotecnica di ogni genere, cartonati e rilegature a spirale, servizi fotografici ed esplosioni di cibo cinese.
Bene, da qualche giorno è online il loro sito. Che offre uno sguardo anche sui loro altri lavori. E, soprattutto, risponde a tutte - ma proprio tutte - le curiosità "grafiche" che stanno dietro ogni Link. Dalla quadri-fluo-cromia raeliana ai diagrammi di Eulero-Venn e alle litografie ottocentesche.
Fateci un giro, ne vale la pena.
Né di Apple (in questi anni lo fanno tutti).
Ma di un altro tipo ancora di mela, quella di Pomo.
Prendendo in mano i numeri di Link, o i volumi di Link Ricerca, forse qualcuno di voi si sarà chiesto chi sono i pazzi furiosi che stanno dietro le nostre soluzioni grafiche: colori scintillanti, illustratori italiani, cartotecnica di ogni genere, cartonati e rilegature a spirale, servizi fotografici ed esplosioni di cibo cinese.
Bene, da qualche giorno è online il loro sito. Che offre uno sguardo anche sui loro altri lavori. E, soprattutto, risponde a tutte - ma proprio tutte - le curiosità "grafiche" che stanno dietro ogni Link. Dalla quadri-fluo-cromia raeliana ai diagrammi di Eulero-Venn e alle litografie ottocentesche.
Fateci un giro, ne vale la pena.
mercoledì 1 dicembre 2010
Link le dà via!
A sorpresa, ecco il concorso. Con ricchi premi e cotillon.
Manca poco al nostro millesimo fan, sulla pagina Facebook di Link. Idee per la televisione.
E niente, abbiamo deciso di festeggiare questo traguardo. Regalando all'iscritto con tessera numero 1.000 una selezione degli ultimi numeri e libri di Link. Compreso Link Mono.
Passate parola!
EDIT 03/12: Abbiamo un vincitore, anzi una vincitrice! Maria Laura Borghese è la 1000esima fan di Link e riceverà presto a casa il super-premio...
Manca poco al nostro millesimo fan, sulla pagina Facebook di Link. Idee per la televisione.
E niente, abbiamo deciso di festeggiare questo traguardo. Regalando all'iscritto con tessera numero 1.000 una selezione degli ultimi numeri e libri di Link. Compreso Link Mono.
Passate parola!
EDIT 03/12: Abbiamo un vincitore, anzi una vincitrice! Maria Laura Borghese è la 1000esima fan di Link e riceverà presto a casa il super-premio...
Sfogliare Link Mono
Volete Ripartire da Zero? Provate a dare un'occhiata al nuovo Link Mono, sfogliando e risfogliando la preview che trovate qui sotto... Il resto lo trovate in libreria!
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