lunedì 21 dicembre 2009

venerdì 18 dicembre 2009

Over the top

2010.
Anno nuovo, tempo di bilanci.
Rincarati dal fatto che, stavolta, a finire è un decennio (almeno secondo alcuni: per maggiori dettagli, riprendere le conversazioni passate sul tema "il nuovo millennio inizia nel 2000 o nel 2001?").

E così la rete pullula di classifiche.
Ogni testata compila le sue liste di cinque o dieci nomi, nel campo di elezione o in qualche altro, cercando di bilanciare il banale obbligato sancito dal successo con quelle scelte hip comprensibili a tre-quattro persone che però fanno tanto alternativi.
Quanto a noi, che arranchiamo di fronte a cotanto compito, per ora ci limitiamo a rilanciare alcuni degli elenchi che ci paiono interessanti. Per motivi diversissimi.
Ovviamente, inserendoli in una Top Five.

5. Le migliori pubblicità (americane) del decennio, secondo Adweek Media. Selling point: sono tutte cliccabili, e rivedere capolavori dimenticati fa sempre piacere.

4. I dischi dell'anno (dieci più dieci), secondo Emmebi. Selling point: i nuovi collaboratori di Link vanno pur coccolati, e i dischi (almeno quelli che non ci fanno sentire 'gnoranti) in effetti lasciano il segno.

3. I 101 videoclip degli anni zero, secondo 'ville.2k. Selling point: contrariamente alle previsioni, negli ultimi anni il video musicale non è morto (citofonare Gondry), e la musica nemmeno.

2. Le stagioni telefilmiche del decennio, secondo Tieffeemme. Selling point: perché valutare le serie in toto, se alcuni telefilm partono bene e poi vanno a p***e (e viceversa)?

1. I venti migliori episodi dei Simpson, secondo Tv Guide. Selling point: sono i Simpson! E quindi non importa che la selezione sia su 20 anni (in onda) e non su 10. No?

Vi avevamo avvertito, che non saremmo stati sistematici...
Buon weekend!

martedì 15 dicembre 2009

Contrazioni e Dilatazioni


Se c’è una cosa che le serie tv ci hanno insegnato a odiare è "l’attesa": i fan di Lost stanno pazientando da mesi – ne sono già passati sette dall’ultima puntata – per gustarsi la season première della stagione conclusiva. E questo perché si è scelto di eliminare le repliche, consuetudine dei network, mandando in onda le puntate inedite senza interruzioni.
Che in altre parole significa pause più lunghe.

Ma se tutto sommato ci eravamo abituati alle vacanze estive dei telefilm, quest’anno i network USA stanno mettendo gli spettatori a dura prova, tanto che qualcuno ha parlato di Year of the Hiatus.

ABC ha messo in pausa FlashForward e V, entrambe di ritorno a marzo, e pare che cercherà di sfruttare questi mesi per dare una sistemata alle due serie che, pur essendo partite molto bene, hanno visto calare gli ascolti col passare degli episodi. In casa FOX, lunghe pause anche per Glee – che tornerà sugli schermi il 13 aprile, forte del traino di American Idol –, Fringe e Lie to me.

Al contrario, fuori dagli USA i tempi si sono accorciati. E di molto, rispetto al passato.
Al di là degli esperimenti in contemporanea come The Listener, l’attesa per le serie tv si sta accorciando anche per noi: FOX Italia, che ha già mandato in onda la prima parte di FlashForward con uno scarto di due settimane dall’originale, trasmetterà anche l’ultima stagione di Lost solo 10 giorni dopo ABC. E il lungo hiatus al quale è costretta V aiuterà a ridurre la distanza con la messa in onda italiana su Joi, già prevista per la primavera del 2010.

Se da una parte la tendenza è quella di dilatare i tempi e di creare lunghe attese, in Italia assistiamo a una contrazione delle finestre di visione senza precedenti, con le tv che giocano d’anticipo per andare incontro alla necessità dei fan di essere in synch con l’originale.
Dimostrando di aver capito come gira il fumo.

mercoledì 9 dicembre 2009

Sguardi su Link 8/3 - Tutti sul divano


4 ore e 49 minuti.
Non è un nuovo numero carico di significati iniziatici, come quelli di Lost e di Flash Forward.
Ma la quantità di ore che, ogni giorno, nella stagione 2008/09, un americano medio ha passato davanti alla tv. Secondo il Wall Street Journal, che riporta una ricerca Nielsen.
Sarebbe il dato più alto da quando si effettuano simili rilevazioni, una crescita del 20% rispetto a dieci anni fa, una curva che sale anche rispetto alla scorsa stagione.

Ma c'è da preoccuparsi? Forse no.
Come indica l'articolo, le ragioni possono essere molte.
Da un lato c'è la crisi, e questo porta a restare a casa, a prediligere un intrattenimento più comodo ed economico rispetto a cinema, locali, teatri, concerti. Lo scrive anche Emilio Pucci nel suo pezzo su Link 8, che i consumi di tv, e in particolare di pay tv, sembrano essere anticiclici, e continuare nella loro crescita anche in periodi di ristrettezze economiche.
Dall'altro, forse, è anche "colpa" di una migliore programmazione. Se le serie tv sono scritte meglio - per esempio, superando le difficoltà acutamente raccontate da Jeremy Boxen - e se i format nascono pronti al "combattimento" - per esempio, rispettando le "cinque semplici regole" descritte da Axel Fiacco - è inevitabile che si veda più televisione. No?

La verità sta nel mezzo, e forse anche da qualche altra parte.
Dal canto nostro, continuiamo a cercarla...

venerdì 4 dicembre 2009

Link Day - Il video

Per chi non c'era e per chi vuole risentire Daria Bignardi, Fedele Confalonieri e Aldo Grasso: il video in streaming del Link Day, sessione mattutina. Disponibile qui e qui. Buona visione!