mercoledì 30 settembre 2009

Plurime visioni

Siti web, file sharing, multipiattaforma. E il classico couch potato.
Tante parole, tante teorie.
Ma, poi, dov'è che si guarda davvero la tv?

Ci viene in aiuto (al solito) HBO, che ha comunicato i dati di ascolto di True Blood.
Meglio, la composizione delle sue visioni.
Si scopre così che:
- il 24% degli spettatori ha assistito live alla prima visione di ogni episodio;
- il 37% ha recuperato le puntate nel modo classico: la replica, sulla stessa rete, nei giorni successivi;
- il 21% ha usato un sistema di DVR per registrare (e vedere in differita) il prodotto;
- il 18% ha usufruito del servizio di On Demand fornito da HBO ai suoi abbonati.

Sono dati certo non definitivi, ma interessanti. Perché mettono in luce quella che, sotto sotto, è la "novità". Se al prodotto televisivo si dà valore in sé, a prescindere dal flusso, diventano importanti solo due cose: 1. la prima visione, che ancora crea il discorso condiviso; 2. la ripetizione, per cogliere la serie in ogni modo - in ogni tempo.
In sostanza: dammi il maggior numero di possibilità, e io - spettatore - troverò il modo di incrociare almeno una puntata. E, se va bene, di affezionarmi e di parlarne...

mercoledì 23 settembre 2009

Valori di cartone - In libreria!


Oggi, nelle migliori librerie, esce Valori di cartone. Esperienze e personaggi dell'animazione televisiva, a cura di Manuela Malchiodi e con la prefazione di Aldo Grasso.

Un libro sui cartoni animati.
Ma non il solito libro sui cartoni animati.
Nessun moralismo, nessun "perché non si pensa ai bambini!". Ma un'accurata analisi dei palinsesti italiani e dei cartoni che vi compaiono. Per capire quali sono i valori presenti, che tipi di personaggi e di situazioni vengono raccontati, qual è il linguaggio utilizzato. E per cercare di indagare alcuni snodi chiave: l'identità personale e di gruppo, la trasformazione intimamente connessa al percorso di crescita, il ruolo giocato dalle regole, la figura dell'adulto, le differenze di gender, le rappresentazioni (molto meno schematiche di quelle che appaiono sui giornali) dei bulli e del bullismo.

Il volume nasce da una ricerca dell'Osservatorio di Pavia, presentandone i risultati con ricchezza di esempi e di spiegazioni, con qualche dato e utili schemi. E si inserisce nella collana Link Ricerca, versante monografico e libresco della rivista.
La veste grafica è, come sempre, particolarmente accurata: la copertina rigida di cartone e l'illustrazione affidata a bambini delle elementari sono solo due aspetti...

Tutto il resto, sta a voi scoprirlo.

martedì 22 settembre 2009

I numeri della crisi

Per la serie "intrattenersi con cultura pesante", la cover story del prossimo Link (Link 8, in uscita a novembre 2009) sarà incentrata sulla crisi.
Sull'impatto della crisi sul sistema televisivo.
Sulla crisi intesa come cambiamento, come acceleratore dell'evoluzione dei consumi, come indicatore della necessità di una trasformazione più vasta. Tanto per cominciare, cambiando i modelli di business. Ma anche modificando le tecnologie e i sistemi di produzione.
Sarà un Link diverso, a metà strada tra Rolling Stone e l'Harvard Business Review. Solo molto più contemporaneo.
Di seguito trovate un po' di numeri, un documento sui bilanci presentati a metà anno dai più importanti gruppi mediali. Per fotografare la situazione. E dare un tocco hard a questo blog.

La crisi economica che ha mostrato segni di particolare evidenza nella parte occidentale del mondo.China Telecom, Televisa, Maroc Telecom, Telefònica Latino America eccetera hanno infatti registrato una crescita, in qualche caso importante (come quella dei canali tv a pagamento di Televisa: +35,7%). Anche i gruppi che affrontano un declino delle revenues, per esempio Sony (-19,2%), evidenziano che, a livello geografico, la sofferenza maggiore è vissuta dall’Europa, dove il calo delle vendite ha toccato il 40%, e dagli Usa (-27%), anche rispetto al Giappone (-24%).
Facendo una distinzione, tra settori, le Tlc hanno risposto bene alla crisi. Tutti i gruppi hanno chiuso in crescita, a eccezione di Telecom Italia, che rileva un contrazione dei ricavi del segmento consumer e business, e di Tiscali che risente, negli effetti reddituali, della cessione di Tiscali UK al gruppo Carphone.
Sul fronte delle ICT, Microsoft ha chiuso con il peggior risultato (-29% dell’utile, -17% del fatturato) dallo suo sbarco in borsa, avvenuto 23 anni fa. Va bene Apple, che chiude il terzo trimestre con revenues in crescita dell’11,7%, grazie all’ottimo andamento delle vendite di Mac e iPhone.Bene anche Google (+3%).
Il settore editoria registra pericolosi segnali di calo, da attribuirsi principalmente al crollo dei ricavi pubblicitari e da diffusione. Tutti i gruppi, in Europa e oltreoceano, arrancano. Unica eccezione è il gruppo inglese Pearson (editore del Financial Times e dei libri Penguin), che archivia il primo semestre con un incremento del profitto del 25% (158 milioni di sterline). La crescita è, però, dovuta alle ottime performance del settore educational; il Financial Times registra un calo delle revenues del 13%, mitigato dalla crescita degli abbonati a pagamento online.
Male i gruppi italiani: Rcs (-18,9%), Mondadori (-21,4%), Gruppo Espresso (-17%) e un “po’ meglio” Cairo Communication (-8%), con ricavi diffusionali in crescita (+1,1%).
Un discorso a parte merita il gruppo De Agostini, che ha chiuso il bilancio 2008 con ricavi in crescita del 45%: in linea con i trend che hanno contraddistinto tutti gli editori, la divisione attività editoriali ha registrato un calo delle revenues del 3,5% (1,559 milioni di euro). Bene, invece, il segmento Media & Communication, che è cresciuto dai 176 milioni dal 2007 a 522 milioni (è stata completata l’acquisizione di Zodiak Television e costituita la società che raggruppa tutte le attività del segmento, Zodiak Entertainment, che ha realizzato ricavi pari a 408 milioni di euro e si colloca tra i primi operatori in Europa). Determinante è la crescita dell’attività Giochi e Servizi (+24%), con revenues pari a 2,059 milioni di euro.
Il settore televisivo ha, universalmente, risentito della crisi che ha colpito gli investitori pubblicitari. I ricavi pubblicitari sono in calo dappertutto, parzialmente compensati dalla crescita degli abbonamenti ai canali a pagamento.
Negli Usa si segnala la crescita dei canali via cavo (Fox News, Big Ten Network, Fox International Channels: +10%) di News Corp. e delle reti di Time Warner (Turner Brodacasting e HBO: +5%).
Va molto bene Televisa, gruppo messicano (proprietario al 40% di La Sexta, canale tv spagnolo), che opera in America Latina e America Centrale: i suoi canali tv a pagamento hanno incrementato i ricavi del 35,7%.
In Europa non si registrano segnali positivi.
Unica eccezione è Virgin Media Tv (+26% delle revenues, 35,7 milioni di sterline, pari a 41,9 milioni di euro), la cui crescita è da imputare all’aumento degli abbonamenti. Può aver giocato un ruolo anche la joint venture con BBC Worldwide (nella società UKTV), che consente di vedere un portfolio di canali tv basati sulla library di BBC e altri programmi acquistati per la piattaforma cavo di Virgin Media e per il satellite.
In Francia va male per TF1 (-18,8%) e per il gruppo M6, che perde il 14% nel FTA. Anche Eurosport, nonostante la crescita degli abbonati, segna un calo del 2%. Crescono, invece, i canali digitali di M6 (+12%). E Canal+ incrementa le revenues dello 0,2% a 2,258 milioni di euro.
La Germania chiude in negativo: Rtl (-9,6%), ProSieben/Sat1 (-6,1% free tv in lingua tedesca, -13,9% free tv international).
Peggio di tutti fa la Spagna: Telecinco perde il 43%, Antena 3 il 23%. Non sta meglio il gruppo Prisa: Digital + (-11%), Cuatro (-25%), le tv locali di Media Capital (-24%). Per La Sexta non si trovano dati finanziari. Ma La Sexta è l’unico canale che vede un aumento dei ricavi pubblicitari del 16,2% (rispetto al primo trimestre 2008) a 43 milioni di euro. Nello stesso periodo Telecinco mostra un calo del 38%, TVE del 23,7% e Cuatro del 19,8%.
L’Italia, in linea a quanto accade negli altri paesi, mostra una crescita delle tv a pagamento: Sky Italia aumenta le revenues dello 0,2%, passando da 3,749 milioni di dollari del primo trimestre 2008 ai 3,760 del primo trimestre 2009. Analogamente, la pay tv di Mediaset aumenta le revenues del 5% dai 185,8 milioni di euro del 2008 a 269 milioni. Telecom Italia Media registra un aumento dei ricavi del 14,7% per La 7 FTA e per i contenuti digitali, mentre mostra un declino del 12% per MTV (MTV FTA, Playmaker, Satellite, web, MTV mobile) a 5,5 milioni di euro.

Dati grezzi, tanto per cominciare. Le analisi arriveranno...

lunedì 21 settembre 2009

L'orribile web tv

Stanotte sono stati assegnati gli Emmy, i premi annuali della tv americana (nominati e vincitori sono qui). E c'è stata anche l'occasione di parlare dei rapporti tra piccolo schermo e web tv. Complice l'assalto di una nostra vecchia conoscenza, il Dr. Horrible di Neil Patrick Harris (e Joss Whedon)...

lunedì 14 settembre 2009

Andante, con Glee (e poi da capo)

Parliamo sempre di serie tv americane, è vero. Ma non è colpa nostra se lì la televisione è già partita, o sta partendo, con qualche novità (e non solo riciclo). Così come non è colpa nostra se è proprio lì che si stanno ponendo le basi della tv - di cosa chiameremo tv - tra qualche anno.
Fine dell'excusatio non petita.

Parliamo (ancora!) di Glee. Saranno famosi incrocia Sister Act 2 incrocia The O.C. (almeno nel campionario di sfighe, equamente distribuite tra grandi e non-più-così-piccini).
Nel grande battage promozionale, una cosa non ha avuto adeguato risalto. La replica. O, meglio, le repliche revisited. Dove si perde il conto delle versioni. E delle visioni.

Ricapitoliamo: il primo episodio va in onda a maggio. Fin qui tutto bene.
Poi va di nuovo in onda il 2 settembre. Ovvio, prima di partire davvero con la stagione c'è bisogno di ricapitolare. Ma la puntata in onda è diversa: una manciata di minuti in più, tempo per un flashback e una canzone.
Ma c'è altro, ancora. Operazione (quasi) inedita, in tutti i Walmart esce un Dvd. Il contenuto? Ovviamente ancora il pilot della serie. Però, stavolta, director's cut. Così le scene giuste (e altre ancora) acquistano persino un nuovo significato.

Nuove tecniche promozionali. Checked.
Ricerca di un culto ancora prima di avere un oggetto di culto. Checked.
Ma forse in tutto questo c'è di più. Perché la replica acquista valore di collezione. Perché la "chicca" distingue i follower dai fan. Perché l'onore delle director's cut era riservato finora ai film, e ai film che hanno fatto la storia (sia pure di un genere), e molto tempo dopo la prima uscita. Sembra quasi di poter associare tutto questo alle collector's editions dei dischi musicali, dai Radiohead in giù. Ma forse è solo l'ennesima illusione. Intanto, la serie continua...

giovedì 10 settembre 2009

Wolverine loves Hannah Montana

E’ passata ormai più di una settimana da quando è stata annunciata l’acquisizione di Marvel da parte di Disney – un accordo che Stan Lee ha subito definito “match made in heaven” – ma l’evento ­ha avuto una rilevanza tale che si continua a discutere delle possibili implicazioni che questo patto potrà avere in futuro.

Le opportunità di sinergia appaiono infatti innumerevoli; tra queste, sembra particolarmente interessante l’aiuto che le due parti potrebbero darsi per arrivare a target che fino a questo momento hanno avuto qualche difficoltà a raggiungere.

Se c’è una cosa che Disney sa fare bene, è incantare le ragazze con le romantiche storie dei suoi cartoni animati e delle serie come Hannah Montana. Al contrario, il mondo dei comics – e in particolar modo l’universo dei supereroi – ha sempre avuto qualche difficoltà a incontrare i gusti femminili, nonostante Marvel abbia già cercato di andare in questa direzione con prodotti come Spider-Man loves Mary Jane o Marvel Divas.
Disney, dal canto suo, ha cercato rendersi “più maschile” col lancio del canale Disney XD, sul quale già prima dell’accordo erano presenti molti prodotti targati Marvel.

Riusciranno entrambe le parti a superare il gender gap?
L’impresa non sembra delle più semplici, ma quest’accordo pone senz’altro le basi per uno scenario interessante. Con infiniti, e spesso improbabili, crossover…

via CollegeHumor

mercoledì 9 settembre 2009

Col cavo!

Nuova stagione, tempo di bilanci.
Ed è ancora l’Osservatorio Internazionale RTI a fornirci indicazioni interessanti a proposito dell’estate televisiva Usa che si è appena conclusa.
Quando i grandi network sono andati in vacanza, i canali via cavo – secondo una strategia ormai consolidata – hanno giocato i loro pezzi forti.

Sono andati sul sicuro con cult come Mad Men e True Blood, ma anche le nuove serie non hanno deluso. Due esempi su tutti: Hung e Nurse Jackie sono stati, rispettivamente per HBO e Showtime, tra i più brillanti debutti nella loro storia.
Ottimo anche il risultato di Usa Network, che grazie a Royal Pains – miglior esordio dell’anno per una cable, con un ascolto medio superiore ai 7 milioni – è riuscito addirittura a superare NBC e il suo (non brillantissimo) The Listener.

Proprio il significativo investimento nella fiction originale – mai così massiccio negli anni passati – è stata la principale ragione del grande successo delle cable estive. Ma non è tutto.

Contrariamente a quanto si possa pensare, il consumo di tv continua a crescere, come dimostrano i risultati di una ricerca Turner: dalle 29,8 ore a settimana del 2004, quest’anno si passa a 32,2 ore per ogni persona. Un aumento che pare essere dovuto soprattutto alle cable che, a colpi di serie tv di successo e sport, anche quest’anno hanno continuato a sottrarre pubblico ai grandi network.
E ora, con la nuova stagione ai blocchi di partenza, siamo curiosi di vedere quale sarà la contromossa dei big four...

lunedì 7 settembre 2009

venerdì 4 settembre 2009

Viaggi, ricorrenze


Scrubs, 3x02, My Journey.


The Sopranos, 6x21, Made in America. Il finale della serie.


Glee, 1x01, Pilot. Niente video (ma c'è già il cd).

C'è altro?

martedì 1 settembre 2009

MyItasa e SerialEmmy

Non è vero che d'estate niente si muove.
Per questo, appena tornati, vogliamo segnalare un paio di iniziative che coinvolgono due realtà interessanti, che hanno incrociato Link in occasioni passate (i primi su Link 6, i secondi sul più recente Link Mono).

Primo, Italian Subs Addicted. Gli impagabili (e non pagati) sottotitolatori delle nostre serie tv preferite, ne hanno pensata un'altra: MyItasa. Basta registrarsi al sito, selezionare i telefilm che si stanno seguendo e in una sola pagina verranno raccolte tutte le informazioni interessanti: gli ultimi subs usciti e quanto manca ai prossimi, le animate discussioni che riguardano la serie nel forum della community, le prossime puntate e le serie affini. Ci sono persino i feed personalizzati da importare nel proprio reader. Applausi.

Secondo, Serialmente. I forsennati recensori in linea diretta con gli States anticipano gli Emmy con i SerialEmmy, riconoscimenti assegnati dai lettori del sito sulla stagione telefilmica appena conclusa. Quali sono i drama e le comedy piaciuti di più? Chi sono i migliori attori, protagonisti e non? Soprattutto, chi ha vinto la categoria per "la serie puntualmente (e inspiegabilmente) rinnovata"? I risultati sono qui. Applausi (bis).