lunedì 29 giugno 2009
venerdì 26 giugno 2009
Orgasmatron
Ma poi c'è tutto il resto.
Per esempio: le discussioni sulle serie tv generate all'interno di forum, blog, social network eccetera.
Una pura esplosione di entusiasmo.
Orgasmi di serie in serie.
Da pochissimo wetpaint ha creato il misuratore di questo entusiasmo.
Si chiama Tv Fandex.
Su quali algoritmi si basi non lo sappiamo.
L'obiettivo, però, è quello di dotare i network di un nuovo indicatore per misurare l'efficacia degli show fuori dalla tv.
Anche se nessun network è ancora riuscito nell'impresa alchemica di trasformare la popolarità online in soldi, è pur vero che spesso, la popolarità, è un volano sufficiente per aumentare la vendità di dvd, il successo del merchandising e il download (anche legale).
mercoledì 24 giugno 2009
Di mezze-code e tv in rete...
Code lunghe, code corte. Soprattutto, mezze-code.
Mentre il buon Chris Anderson sta iniziando a promuovere il suo nuovo libro (via Mantellini), il vecchio non ha ancora smesso di incidere. Più sulle definizioni che sui contenuti, in realtà.
Dicevamo, mezze-code. Non le nicchie, ma i "raggruppamenti di nicchia". Massa critica? Il numero utile a rendere redditizi alcuni esperimenti di web-tv.
Fine delle utopie della televisione dal basso, grande ritorno (ma se n'erano andati?) di player più istituzionali nell'arena della sperimentazione web. Il web diventa terreno di innovazione, senza troppi freni. Ma diventano necessari due aspetti: 1. la qualità (anche tecnica) dei contenuti; 2. la "serializzazione", la nascita di appuntamenti fissi che da un lato fidelizzino lo spettatore e dall'altra selezionino facilmente del contenuto per lui, senza richiedere troppa fatica.
Evidence n. 1. Next New Networks. Ne parla il New York Times Magazine di questa settimana. Una serie di canali tematici (dalla satira politica alle automobili, dai videoclip musicali realizzati con meno di 99 dollari ai filmati cute di gattini & co.) dove vengono ordinati, incasellati e spesso impaginati con commenti della redazione dei video sia prodotti sia trovati in giro per la rete. Dietro, il team che aveva prodotto Obama Girl.
Evidence n. 2. L Studio. Promosso dalla Lexus, presenta contenuti originali. In primis, Web Therapy, versione comedy e tecnologica di In Treatment, con protagonisti alcuni attori anche molto noti (Lisa Kudrow aka Phoebe di Friends, per esempio). Con, sembrerebbe, persino qualche reunion di peso. Ma non solo. Navigando tra programmi "seri" e altri mini-telefilm, si può trovare anche la carinissima rubrica Starlee & Arthur Review, commento a ruota libera via post-it animati su vari aspetti della popular culture (Lost, per esempio, lo trovate qui sopra).
Evidence n. 3. Flop Tv. Stavolta siamo in Italia, ed è Fox a testare web series comedy originali su un canale ad hoc. Con partecipazioni illustri, da Maccio Capatonda a Elio delle Storie Tese e a Valerio Mastandrea. E alcuni titoli molto buoni: Drammi medicali, Buttafuori, ... Contenuto extra, palestra per attori (e scrittori) più o meno affermati, magari preludio a sbarchi (e ritorni) sul piccolo schermo.
La tendenza è chiara, il contenuto - prevalentemente ironico, ma è la storia della tv - abbonda.
Materiale buono ce n'è, insomma.
Nicchie di tutto il mondo, unitevi (uniamoci)!
martedì 23 giugno 2009
Sguardi su Link Mono/5 - Parlare di sé
lunedì 22 giugno 2009
I vampiri preferiscono Link...



Spot, pagine, banner.
L'anello debole della filiera, in tempi di riduzione dei consumi e della spesa pubblicitaria.
La vittima designata, in tempi di overload informativo e di riduzione di tempi e attenzione.
Eppure qualcosa si muove. E la direzione è chiara: il semplice legame tra la pubblicità e il prodotto non basta più. Spesso si deve aggiungere un terzo incomodo. Il contesto, o un altro prodotto ancora - magari una serie tv - che fa da "garante". Due esempi.
Primo, il lancio della seconda stagione di True Blood negli Stati Uniti (trust us, è all'altezza della prima). Otto marchi (e tra questi Gillette, Mini, Harley-Davidson) si sono inseriti nell'hype per la serie HBO firmata da Alan Ball (che, per inciso, ha fatto il pieno di ascolti). E hanno preparato alcune creatività a tema "vampiresco", comparse su quotidiani, riviste, affissioni, siti internet (ma non su HBO!). "Senti il vento nelle tue zanne", "I vampiri preferiscono...", e il gioco è fatto. I fan della serie sono contenti, il marchio "classico" si ringiovanisce.
Secondo, l'ultimo numero di Wired Italia. C'è un guest editor, Giovanni Bignami. C'è un tema, lo spazio e la luna (minuscolo e femminile, eh). Ma soprattutto, e qui ci interessa, ci sono un bel po' di pubblicità "brandizzate", rideclinate su temi astronomici appositamente per il numero. La distanza tra contenuti e promozioni si accorcia, si elide, a poco a poco svanisce.
Frontiere della promozione incrociata? Staremo a vedere.
Intanto, c'è di che divertirsi...
venerdì 19 giugno 2009
Sguardi su Link Mono/4 - Siamo in tv!
Come sopra: la tv che si interessa dell'accademia (con le sue impreviste conseguenze, che continuano - e continueranno - su PhD Comics).
Oppure, più spesso: l'accademia che si interessa di tv. La scruta, la attacca, la analizza. Soprattutto, cerca di spiegarla agli studenti, sempre affascinati, ma spesso del tutto inconsapevoli della complessità di linguaggio o dei meccanismi del dietro-le-quinte.
Lo racconta, concentrandosi sul caso italiano, Fausto Colombo su Link Mono. Con una testimonianza appassionata, da leggere d'un fiato. Così da togliere quel sorrisetto ebete di pregiudizio ("scienze della disoccupazione", "scienze dell'approssimazione" e amenità varie), e capire come un elemento così importante della nostra società (aprire un giornale a caso, please) possa - debba - essere studiato a fondo.
mercoledì 17 giugno 2009
Sguardi su Link Mono/3 - Il nuovo e il sempre uguale
venerdì 12 giugno 2009
Sguardi su Link Mono/2 - Giochino del weekend: il piccolo critico
E proprio la TCA ci suggerisce il giochino del weekend (o dell'estate, fate voi).
Nella lunga strada che ancora ci separa dagli Emmy, i giurati si sono accorti che quest'anno finisce per 9, e sancisce la fine di un decennio. E (anche per questo ci piacciono, gli americani) è scattata inesorabile l'ansia di classifiche...
Quali sono le 5 serie drama e le 5 comedy migliori del decennio che sta per chiudersi?
Qui ci sono le preferenze della TCA (con pure attori e attrici - grazie a bucknasty).
Nei commenti aspettiamo le vostre.
Ricchi premi in palio. Poche, semplici, regole: i telefilm devono essere andati in onda, almeno per un po', nel decennio in corso; solo serie americane. Che state aspettando?
lunedì 8 giugno 2009
Sguardi su Link Mono/1 - Di critici e di bloggers
Davvero, parliamoci chiaro: ma a che serve, ancora, la critica?
Quella televisiva, poi, che non è che abbia avuto mai un posto troppo stabile: costretta a inseguire un flusso, a raccontare cose già avvenute (e difficili da recuperare, almeno fino a poco tempo fa), a cimentarsi con l'intero scibile umano (passare dalla fiction al talk politico, e parlare con competenza di entrambi non è da tutti).
Eppure. Eppure succede che quella di critica tv, se valida, sia una delle rubriche più lette dei quotidiani (pure sull'online). E, soprattutto, succede che anche sul web molto del discorso televisivo non sia poi così autonomo dal modello classico dei giornali. Su Link Mono ne parla Stefania Carini, nella sezione curata da Aldo Grasso. Ma, soprattutto, ne parlano i protagonisti di questa nuova critica "esplosa". Che fatica a definirsi come tale, che non pretende esaustività ma esige precisione, che si concentra e si specializza, che proprio dal "confronto" con il critico ufficiale può trovare stimoli e stabilire discussioni.
Ne abbiamo intervistati quattro, e non potrebbero essere più diversi. Il gusto per il trash di Daveblog, cresciuto a "pane e Gialappa's". La sistematica raccolta di dati e indiscrezioni di AntonioGenna. Le multiformi recensioni "in diretta con gli States" di Serialmente. La risorsa web per gli appassionati di televisione, tra dirette degli eventi e interviste esclusive, di TvBlog. Quattro voci, quattro modi di intendere la televisione (e il web).
Perché la critica non è morta. Anzi.
giovedì 4 giugno 2009
mercoledì 3 giugno 2009
Link Mono (in libreria!)

Ci sono temi che, per essere affrontati come si deve, richiedono un intero numero. Come minimo.
Per questo è nato Link Mono, nuova "costola" monografica di Link. Idee per la televisione.
In questa prima uscita affronta, forse, il "tema dei temi".
Tutti parlano di televisione. Pensateci. Non c'è giorno in cui - anche sforzandoci di tenere il televisore spento, e lo sappiamo che non succede - non ci si imbatta in qualcosa di "televisivo".
I discorsi delle persone in strada o al bar - "ma l'hai vista la lite tra Tizio e Caio?", "sempre più trash, chissà dove andremo a finire". I commenti sarcastici tra amici, oggetto i protagonisti di qualche reality o le multiformi ipotesi sull'isola di Lost. Le pagine che i quotidiani, i settimanali, i mensili dedicano al piccolo schermo. I programmi radiofonici, i siti web, i blog, i forum...
Per non parlare di quando, finito il (fallimentare) esperimento di spegnere la tv, la riaccendiamo e scopriamo il già noto: che la tv parla - forse sempre, forse solo - di se stessa.
Allo stesso modo, tutti quanti si sentono investiti dal bisogno - dal dovere - di parlare di tv. Di sviscerare i segreti dei format e le backstories dei personaggi. Di discettare compunti di dati Auditel e dinamiche editoriali. Di giudicare, commentare, infiorettare. Con o senza strumenti, con o senza (tele)visioni alle spalle.
Insomma, un "vaso di Pandora" potenzialmente pericolosissimo.
Per aprirlo, ci siamo fatti accompagnare - come sempre - da grandi esperti, valenti studiosi, abili osservatori e protagonisti della realtà televisiva.
Aldo Grasso, professore in Cattolica e critico del Corriere della sera, cura una sezione dedicata alla critica tv. Qual è la sua funzione, il suo ruolo, la sua riconoscibilità. Come si è sviluppata in Italia, a partire da una forte tradizione letteraria che ha visto cimentarsi con il piccolo schermo penne come Bianciardi, Campanile, Guareschi. Come cambia il suo statuto a confronto con il web. Cosa accade negli Stati Uniti e nei principali paesi europei. Con l'aggiunta di una piccola antologia di brani dei critici-scrittori. E con alcune interviste, a cura della redazione, ai protagonisti della varia e sfaccettata "critica" in rete: Daveblog, Tv Blog, Serialmente, Antonio Genna.
La seconda sezione presenta più voci. Peppino Ortoleva cerca di capire perché la tv venga sempre letta come stupida, bassa, "deficiente" (do you remember Franca Ciampi?). Matteo Tarantino indaga la doppia lettura, di stupore e di terrore, che investe ciascuno di noi di fronte al "sublime" delle nuove tecnologie televisive. Carlo Freccero parla della tv che diventa narrazione mistificante, storytelling. Antonio Dini segue le rotte intricate che portano i giornalisti a conoscere, raccontare e promuovere gli strumenti con cui guardiamo la tv. Violetta Bellocchio si sofferma su tutti i momenti in cui il piccolo schermo, e in particolare la serialità televisiva, usa qualsiasi scusa per parlare di sé. Piccolo bonus, la copia anastatica di un libretto che la Rai ha preparato, nel lontano 1954, per presentare la televisione agli italiani.
Nella terza parte, il focus passa sulle università: come si insegna a fare (e ad analizzare) la televisione nei corsi di laurea e nei master italiani? E' Fausto Colombo, docente della Cattolica, a guidarci nella storia, negli sviluppi e nelle prospettive di una materia tutto sommato giovane, e ancora particolarmente attraente per chi deve affrontare il "grande salto" dopo le superiori. Insieme a lui, le testimonianze di due professionisti prestati all'insegnamento: Maurizio Costanzo, docente a contratto a Roma, e Alessandro Zaccuri, conduttore de Il grande talk, magazine televisivo di Sat2000. E una mappa completa con tutti i corsi, i docenti e i master che si occupano di televisione in Italia.
Link Mono è poi affidato a una sola mano ("mono/mano", se ci passate il gioco di parole): 108 ha illustrato l'intero numero con le sue macchie di nero. Tutte da esplorare.
Come sempre, siamo curiosi di sapere cosa ne pensate.
Buona lettura.