mercoledì 29 aprile 2009

Mash-up Your Sense - L'invito

Come promesso, ecco l'invito per la festa.
Cliccate, stampate, diffondete. Non necessariamente in quest'ordine.

Ricordiamo i dati essenziali.
Mercoledì 6 maggio, ore 18.00/22.00, presso Dopolavoro Go Lab (via Morimondo 2/7), a Milano.
Con Virgilio Villoresi, Oto, Fabio de Luca.

Vi aspettiamo!

lunedì 27 aprile 2009

Mash-up your Sense


Per chi è stanco degli stravizi del (fuori) Salone del Mobile...
Per chi non ha capito poi così bene cosa vuol dire mash-up...
Per chi attende con malcelata impazienza il prossimo numero...

ecco la soluzione: la prima festa di Link. Idee per la televisione, Mash-up your Sense!

Coordinate: mercoledì 6 maggio, ore 18/22, presso Dopolavoro (via Morimondo 2/7, Milano).
Ci saranno: Virgilio Villoresi (video performing), Oto (live act), Fabio de Luca (DJ set).

Questo è l'annuncio, seguirà l'invito. Che troverete proprio qui, su questo blog. Tornate a trovarci.

mercoledì 22 aprile 2009

Work in progress...


Da un po' non aggiorniamo il blog.
Ma c'è una ragione più che valida.
Stiamo lavorando per mandare in stampa al più presto un nuovo numero di Link. Questa volta, Mono.

Maggiori info su temi trattati e altre amenità prossimamente su questi schermi.
Per ora solo un piccolissimo suggerimento: Bla, bla, bla.

mercoledì 15 aprile 2009

They are night zombies!!!

Alle volte gli astri si allineano, e più discussioni convergono in una sola. All'improvviso, l'epifania.
Un piccolo esempio. Parliamo da mesi di mash-up, e di tecniche di creazione e ricreazione artistica. Guardiamo Dead Set, con gli zombie all'attacco della casa del Grande Fratello. Ci chiediamo - come molti in rete - se gli zombie possano o non possano correre. Discutiamo animatamente di come (forse) l'editoria sia tutto sommato la parte statica dell'industria culturale, quella (forse) più resistente al nuovo.
E' a questo punto che arriva Pride and Prejudice and Zombies. Oggi se n'è accorto persino il Corriere. Un autore - Seth Grahame-Smith - e una piccola casa editrice - Quirky Press - tentano un esperimento irriverente e geniale al tempo stesso: riscrivono una delle pietre miliari della letteratura inglese, Orgoglio e pregiudizio di Jane Austen, farcendola con zombie e altre amenità. Mash-up, straniamento, ironia. Ma è un libro "vero". La copertina è splendida, il passaparola funziona, e a poco a poco il libro scala le classifiche di Amazon (e del New York Times).
Il confine tra l'arte e la burla quasi scompare. Non resta che leggerlo (si compra qui). Mentre aspettiamo l'uscita de I promessi sposi cadavere...

venerdì 10 aprile 2009

Un’altra isola

Ieri sera sulla CBS è andata in onda la prima puntata di una nuova serie, Harper’s Island, presentata dal network come un incrocio tra Scream e il classico Dieci Piccoli Indiani. La trama è semplice, quasi banale: in occasione di un matrimonio, amici e familiari si ritrovano per festeggiare su una piccola isola non lontana da Seattle, ma ben presto l’atmosfera si fa più cupa e gli invitati cominciano a morire misteriosamente, uno per uno.



13 settimane. 25 sospetti. 1 killer.

Questo è quello che promette la CBS che, a quanto pare, crede molto in questo prodotto: una fiction autoconclusiva per la quale, data la natura della trama, non si prevede un rinnovo per la prossima stagione, ma anche una serie che si è già espansa online disseminando indizi attraverso web tie-in e spin-off, ben prima di essere trasmessa in tv.

Tutto parte all’incirca un mese fa, quando sul sito di un immaginario giornale locale, Harper’s Globe, viene pubblicato il primo di una serie di webisodes che introducono la storia al centro del telefilm e forniscono dettagli e indizi che aiuteranno lo spettatore a seguire le puntate in tv.

Il progetto web è sviluppato dalla società EQAL – la responsabile di lonelygirl15, tanto per capirci – e viene definito come un social show: oltre ai video, il canale ufficiale su YouTube e account sui vari social network, i blog dei personaggi e l’ormai immancabile wiki, Harper’s Globe permette – anzi, incoraggia – la partecipazione attiva degli utenti e l’interazione attraverso il forum. E per non lasciare dubbi, c’è anche una pagina di faq a disposizione dei meno esperti.

Per la CBS si tratta di un esperimento, un tentativo di costruire un pubblico televisivo a partire dal web, come molti altri telefilm hanno cercato di fare, con fortune alterne, negli ultimi anni.
Per il momento Harper’s Island non solo ha creato aspettative e curiosità, ma ha anche già radunato attorno a sé un nutrito gruppo di fan, attirati dallo spin-off della serie sul web.
Staremo a vedere, con le prossime puntate, se la via intrapresa dalla CBS è quella giusta.

mercoledì 8 aprile 2009

Contemporaneamente, più o meno... (2)

Di temi simili abbiamo già parlato. Se però il titolo era referenziale, qui ce ne serviamo in modo ironico. Per continuare le (piccole) tappe di un (piccolo) ragionamento.

I fatti sono questi, come anticipati da TvBlog. Stasera, ottava stagione di CSI (il primo, quello ambientato a Las Vegas), Italia 1 trasmetterà l'episodio Who & What. Cosa c'è di strano? C'è che è la prima parte del crossover con Without a Trace, in italiano Senza traccia. Negli Stati Uniti le due serie sono trasmesse entrambe da CBS ed è stato facile, così, unire le linee narrative della squadra di Grissom e di quella di Malone.
In Italia le cose andranno diversamente. Molto diversamente.
Sfortunatamente, i diritti in chiaro delle due serie sono stati acquistati da due reti diverse: CSI va su Italia 1, Senza traccia su Raidue. Di più. Sfortunatamente, Raidue è "indietro" di una stagione e sta mandando in onda gli episodi americani di due anni fa, quelli della quinta stagione, mentre il crossover avveniva l'anno scorso, nella sesta. Morale della favola, la seconda parte della storia, l'episodio di Without a Trace intitolato Where & When andrà in onda, si immagina, solo fra un annetto. Decisamente un bell'intervallo, tra il primo e il secondo tempo...

Insomma, si parla tanto di televisione convergente, di contenuti che valicano gli stretti confini delle piattaforme e delle reti (o, come in questo caso, dei brand di serie molto note). Ma facciamo attenzione. Qui in Italia, nella "periferia dell'impero", il processo potrebbe avere più costi che benefici. Questioni di diritti, di sincronie, di incroci impossibili. A meno di scegliere qualche scorciatoia (e ce ne sono, lo sappiamo bene), stare dietro a tutto diventa molto difficile...

lunedì 6 aprile 2009

Il terremoto, o dei paradossi.

Dei tragici fatti che hanno investito l'Abruzzo si è già detto molto, e molto si dirà ancora. Delle dinamiche che di fronte a questi fatti si sono attivate sui media si è parlato quasi altrettanto.

C'è chi si meraviglia di fronte all'informazione quasi in tempo reale che parte da Twitter e da FriendFeed, che batte per rapidità e precisione i media tradizionali, tv in primis. E c'è chi individua in questa meraviglia la stupida esaltazione di chi ignora che qualcosa di ben più grave è accaduto, per coltivare il proprio piccolo orticello tecnologico.
C'è chi dà un'inedito primo piano agli scatti fotografici degli utenti, riservando loro l'apertura della prima pagina e, in fondo, la rappresentazione "ufficiale" della tragedia. E c'è chi coglie l'occasione per evidenziare i pressapochismi dell'informazione tradizionale, pronta a saltare sul carro dei nuovi media senza le dovute cautele (che portano a ripubblicare informazioni errate, o addirittura foto di altre catastrofi).
Potremmo continuare. Come sempre, apocalittici e integrati.

Ma c'è di più. Già la televisione, ancora di più la rete, sono "media senza contenuto". Il processo conta almeno quanto il prodotto, la forma (da non intendersi nel suo senso più ristretto, e riduttivo) conta almeno quanto il significato referenziale.
Tra i due poli dell'adesione acritica al nuovo e della demolizione degli strumenti altrui, si rischia così di dimenticare - ancora una volta - che in fondo i media non sono altro che strumenti, e che molto (pro: l'informazione tempestiva in tempo reale, la molteplicità di voci e punti di vista; e contro: la spettacolarizzazione della catastrofe, la sciatteria e la tendenza a coltivare il proprio giardino incuranti del resto) dipende solo ed esclusivamente dall'uso che se ne fa.
E da chi ne fa uso.

venerdì 3 aprile 2009

Alla scoperta del continente Mash-up. A Milano!

La televisione del remix, del riciclo, del riuso. Mash-up, vale a dire il recupero dell'archivio, la creazione di nuovi significati, la nostalgia della tv del passato. Nervo scoperto di produttori e broadcaster o sola novità nei palinsesti degli ultimi anni?

... ancora? Ebbene sì, ancora.
Il tema è caldo, Link è uscito da poco e la televisione di questi giorni non fa nulla per smentirlo.
(Anche) per questo, abbiamo deciso di parlarne mercoledì 8 aprile, ore 21.00, presso la Libreria ShaKe - Interno 4 di viale Bligny 42 (a Milano).
La presentazione ha per titolo "Alla scoperta del continente Mash-up. Dalla tv al web, pratiche e teorie di visione contemporanea nell’età della convergenza tecnologica": non solo televisione, insomma. E ci saranno a parlarne Fausto Colombo (Università Cattolica) e Antonio Dini (Nòva24), oltre al nostro valente editor Fabio Guarnaccia.

Che altro aggiungere? Accorrete numerosi. E passate parola.

Microblogging?


Mr. Wiggles, di Neil Swaab.
Anche su Internazionale di questa settimana.