Sedici anni dopo Nightmare Before Christmas, Henry Selick ha saputo realizzare un altro piccolo gioiello, adattando per il grande schermo Coraline, la favola nera di Neil Gaiman.
Come se non bastasse, Coraline è anche il primo film a combinare l’animazione in stop-motion alla ripresa stereoscopica. Già, di nuovo il 3D.
Dopo gli esperimenti degli anni ’50, abbandonate le lenti rosse e blu dei primi occhiali, il cinema in 3D sembra essere entrato in una fase più matura e, come dimostra il box office, sempre più allettante per gli spettatori.
È possibile che il 3D sia l’ingrediente segreto per superare la crisi?
Troppo presto per dirlo. Però la storia ci dimostra che il cinema si è sempre innovato nei momenti di difficoltà, prima col sonoro e poi con l’introduzione del colore e dell’anamorfico, senza dimenticare i tentativi dei vari cinerama, odorama…
Ma il 3D è anche un antidoto contro la pirateria, in grado di restituire centralità all’esperienza di visione in sala, sempre più coinvolgente e immersiva. Ragione che spinge le major a investire nel suo sviluppo: i film progettati e realizzati in 3D sono in continuo aumento (una decina quelli distribuiti nel 2008, 17 previsti per il 2009 e almeno 25 nel 2010 secondo Screen Digest), così come il numero delle sale attrezzate (in Italia, poco più di 100, ma in costante crescita).
Staremo a vedere.
Per il momento, indossiamo gli occhiali e lasciamoci ipnotizzare.
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