mercoledì 30 maggio 2012
Sguardi su Link 11/4 - Narrazioni e fratellanze
Su Link 11, non c'è solo la cover story, dedicata ai modelli di business e alle sfide che il web impone alla tv. Attraverso le sezioni, per esempio, proviamo a portare avanti un tema che da tanto ci appassiona, e che stiamo costruendo tassello dopo tassello, numero dopo numero: lo stato della narrazione televisiva contemporanea. Perché è inutile parlare di modelli e di sistemi, se si dimentica il motivo per cui così tanta gente passa il suo tempo davanti al piccolo schermo, a guardare che succede nelle vite degli altri (reali o verosimili).
Una prima riflessione è quella portata avanti da Federico Di Chio, che riprende alcune riflessioni contenute nel suo ultimo libro - L'illusione difficile - e ragiona sul valore delle storie raccontate dai media contemporanei. Il cinema e la serialità televisiva sembrano sempre più rinunciare alle grandi narrazioni, e si ripiegano su se stessi. Ma anche questa narrativa "in tono minore" fornisce una guida in un'esperienza contemporanea sempre più frammentata e confusa. E lascia spazio al disincanto. L'intero saggio è disponibile qui.
Su toni seri e leggeri insieme, invece, si colloca l'intervento di Violetta Bellocchio, che indaga in profondità uno dei topoi dei film e delle serie più recenti: il bromance, la "relazione speciale" (non amorosa, ma affettuosa) che lega due maschi eterosessuali in una sorta di strana famiglia. Il termine ha ormai una sua storia piuttosto lunga, numerosi sotto-modelli di riferimento e tantissimi esempi, da I Love You, Man a Scrubs. Un assaggio si trova nell'intervista a Violetta di Tiscali Notizie, che trovate qui.
lunedì 28 maggio 2012
Sguardi su Link 11/3 - Le sfide del broadcaster
Bene, i grandi del web sono all'assalto della tv, interessati non tanto al contenuto in sé, ma a cosa possono farne. Bene, i mercati "vicini" di altri media come la discografia e il cinema corrono ai ripari, trasformando sempre più il loro prodotto in servizio. E la televisione cosa fa? Quale strada deve intraprendere, al più presto, per non restare indietro (e soccombere)?
Su Link 11, a questa domanda risponde Carlo Alberto Carnevale Maffé. Spronando l'industria televisiva ad accorgersi dei cambiamenti in corso, e a reagire potenziando quelli che sono i suoi indubitabili punti di forza, asset da valorizzare nel nuovo mercato. Persa l'attenzione dello spettatore, frammentata in mille rivoli, la tv può ancora dettarne i temi e i ritmi di conversazione, generando eventi e fornendo materiale da costruzione ai discorsi. Deve diventare tangibile, oggetto di appropriazione anche fisica attraverso gli schermi. Deve gestire la sintassi dei suoi contenuti, in rapporto alla loro durata e latenza.
Come sintetizza efficacemente Gregorio Paolini, a commento del pezzo, Maffé prova a portare avanti "un ambizioso tentativo di sistematizzazione della crisi attuale, per molti aspetti stimolante". E voi, che ne pensate?
giovedì 24 maggio 2012
Sguardi su Link 11/2 - I modelli di business dei vicini sono sempre i più verdi
La televisione subisce l'attacco delle grandi del web, e trovare una soluzione diventa impellente. Guardare nei mercati vicini, e capire cosa sta succedendo con altri media - peraltro sempre più connessi, in una fase di ormai compiuta convergenza (e concorrenza incrociata) -, può offrire soluzioni inaspettate.
Prendiamo la discografia, l'area che - complice l'estrema modularità e diffusione del suo contenuto di base, la canzone - è stata più colpita dal passaggio al digitale, dalla pirateria e dalla dispersione dei suoi asset in mille rivoli. Come ci racconta Gianni Sibilla su Link 11, però, qualcosa sta cambiando: dopo il successo dell'ingresso di Apple nel mercato, nuovi servizi come Spotify e Deezer danno finalmente sostanza a un sogno che da sempre popola i sogni degli appassionati di musica. Il jukebox celestiale, il deposito infinito a portata di click (e di un abbonamento). Una nuvola di contenuti liberamente accessibili.
Ma anche il cinema, che confina (e sconfina) nell'audiovisivo del seriale tv, non resta a guardare. Per non cadere nelle secche dell'industria musicale, alcune società come Netflix hanno deciso di adottare gli stessi modelli dei pirati. Facendo pagare non il prodotto, ma il costo del servizio. Sempre nella cover story di Link 11, così, Gabriele Niola ci racconta come una società estremamente classica - le spedizioni di dvd per posta! - si è affacciata sull'audiovisivo on demand. Dando fastidio alle major, e persino cominciando a produrre.
Che queste strade siano le prossime che dovrà percorrere l'industria tv?
Intanto, teniamo gli occhi aperti.
lunedì 21 maggio 2012
Sguardi su Link 11/1 - All'arrembaggio?
La quotazione record in borsa di Facebook (sia pur con un tasso di crescita del valore delle azioni piuttosto limitato, nel primo giorno, che ha un po' ridimensionato le attese) e, perché no, il matrimonio di Mark Zuckerberg poche ore dopo (mentre a tutti viene in mente, in loop, la scena iniziale di The Social Network), hanno portato alla ribalta - ancora una volta - il social network di Palo Alto. Intanto, Amazon ha lanciato il suo Kindle Fire e opera sempre più aggressiva sul mercato globale. Google si sposta sullo storage e sperimenta Drive. Microsoft si prepara alla nuova versione di Windows, la 9. Mentre attorno ad Apple circolano da tempo voci non troppo confermate su un televisore interamente made in Cupertino, una sorta di iTv che completerebbe i device della mela.
Insomma, tanto si muove tra le grandi del web. Chi si ferma è perduto, chi non sperimenta perde posizioni. E così la competizione per le risorse - e il tempo - dello spettatore televisivo e del fruitore dei media non conosce sosta, mentre il "nemico" che è alle porte prepara l'attacco finale all'industria televisiva. Alla ricerca del frutto più prezioso dei broadcaster: i contenuti, i programmi. Da ottenere (e da sfruttare) attraverso tante strategie differenti. Accomunate però, come scrive Antonio Dini nel pezzo che apre la cover story di Link 11. La tempesta, dal servirsi di queste narrazioni come leve, come strumenti ed espedienti per ottenere altro. E allora proprio qui, in questo spazio che rimane vuoto, può forse partire la riscossa del piccolo schermo... Ma tocca fare in fretta.
(illustrazione di Sarah Mazzetti)
mercoledì 16 maggio 2012
Link 11 - In libreria!
Tutto è cambiato. Il sistema dei media e l'industria televisiva, da qualche anno, sono attraversati da forze che stanno modificando abitudini che sembravano assestate: il digitale, il web, la crisi economica.
Nel bel mezzo della tempesta - o, per i più ottimisti, sul finire della bufera -, bisogna capire che cosa fare. Senza paura. Ma consapevoli del fatto che la tv deve raccogliere la sfida dei modelli produttivi e di business che stanno lentamente emergendo.
Se il nemico è alle porte, non si può guardare da un'altra parte. E così, a dare un'occhiata a quello che succede e a ragionarci un po' su, è il nuovo numero di Link, l'undicesimo, da oggi in libreria. Il titolo è "La tempesta. Ovvero: come imparai a non preoccuparmi e ad amare il nuovo mondo", e si può acquistare anche qui e qui.
La cover story affronta gli snodi centrali del nuovo panorama mediale.
I grandi del web - da Apple ad Amazon, da Google a Facebook - all'assalto della televisione, interessati al suo bene più prezioso, il contenuto. La risposta dell'industria televisiva a questo assedio, alla ricerca di un modello editoriale e produttivo che tenga conto dell'evento, della conversazione e delle altre properties che solo il piccolo schermo riesce a generare. L'accesso ai depositi infiniti dell'on demand e la "riconquista" della frontiera lasciata in mano ai pirati attraverso due storie di successo in industrie culturali vicine, come Spotify per la musica e Netflix per il cinema. E la ricerca di una nuova idea di copyright, che sfugga agli opposti estremisti e tenga conto di nuove sfide.
E non è tutto. Anche le sezioni sono ricche di stimoli e riflessioni. Product ragiona sul valore delle narrazioni, racconta la moda del bromance e indaga le ragioni del complesso rapporto tra intellettuali e tv. Industry cerca di capire i comportamenti del nuovo consumatore e l'industria del calcio internazionale, svela i segreti del casting e approfondisce il mondo del crowdsourcing (e i suoi lati oscuri). Sights vola in Giappone per capire i pagamenti con il telefonino e ci porta negli anni Sessanta per i fermenti della Guerrilla Television.
Come sempre, con collaboratori di eccezione: da Aldo Grasso a Federico di Chio, da Gianluigi Ricuperati a Carlo Alberto Carnevale Maffé, da Violetta Bellocchio a Michele Boroni, da Raf Valvola Scelsi a Carlo Formenti, da Giovanni Robertini a Flavio Parisi, da Gianni Sibilla a Federico Sarica, da Gabriele Niola a Francesco Spampinato. E con illustrazioni di pregio, stavolta tutte al femminile: Sarah Mazzetti, autrice anche della copertina, Valentina Cameranesi Sgroi ed Eleonora Marton.
Nei prossimi giorni approfondiamo un po' di cose. Intanto, buona lettura!
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